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Scoprire Venezia: La cucina dei morti e il cosmografo del diavolo
In assoluta coerenza con una vita vissuta sull’acqua, i veneziani sono anche gli unici a riposare su un’isola per l’eternità. Il breve tratto di laguna che separa la vita e la morte porta a San Michele con la bella chiesa rinascimentale e il convento dei Camaldolesi, celebre luogo di studio, dove visse e operò il famoso cosmografo frate Mauro, autore del planisfero conservato alla Marciana. Voci malevoli dicono che fosse ispirato dal diavolo, tanta è la perfezione della sua opera. Il suono anestetizzante delle onde che si frangono contro la riva – il solo di tutta l’isola - avvolge le lapidi di molti personaggi celebri (da Strawinskij a Brodskij) e di tanti uomini comuni. Antichissimi i piatti che si rifanno al culto dei morti; a Venezia, in particolare, restano le fave dolci che risalgono all’epoca romana, le zucche, i marroni e soprattutto un pan dei morti: si credeva infatti che il defunto riconoscesse la mano di chi aveva preparato la “pasta”. |
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