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Scoprire Venezia: l'Oriente a Venezia
  • ore 10:00: lezione di cucina sulla tradizione armena; a seguire, tasting dei piatti preparati.
  • ore 14:00: passeggiata “gastrosofica” della durata di circa 2-3 ore, con Carla Coco lungo un itinerario che toccherà San Polo – Fontego dei Turchi (dall’esterno) - Ca’ Zenobio

Venezia è una porta d’Oriente, un luogo dove si sono incrociate per secoli tradizioni gastronomiche diverse e dove sopravvive un melting pot culinario di incredibile ricchezza.

Il posto giusto, quindi, per parlare di cucina orientale: turca, armena e curda per l’esattezza.  Un caleidoscopio di sapori e di colori, un mondo di sapori antichi che è vicino a noi più di quanto pensiamo. Una cucina fresca, giovane, intrigante particolarmente adatta alla stagione primaverile.

La mattina – mentre si cucina – parleremo delle influenze orientali nella cucina italiana e proveremo anche alcune antiche ricette delle comunità orientali che hanno vissuto a Venezia. Un modo nuovo per leggere e provare le ricette messe a punto da Carla Coco, nel suo nuovo libro: "Cucina Turca Armena Curda", appena ripubblicato da Sonda.

Nel pomeriggio scopriremo i luoghi più segreti della Venezia Levantina quali il Fontego dei Turchi, e i luoghi del commercio delle spezie. Quindi visiteremo il bellissimo Palazzo Zenobio, una solida costruzione eretta alla fine del XVII secolo per i patrizi Zenobio, amici delle arti, originari dalla Grecia e inizialmente residenti a Verona. Un unicum, nell’ambiente veneziano, sviluppato sulla fondamenta del Soccorso. Il palazzo è un punto focale dell’armenità veneziana, a partire dal 1850, quando lo acquistano i padri mechitaristi, per farne la sede di un Collegio.

A far costruire l’edificio, è la famiglia Zenobio, nobili “per soldo”, a progettarlo viene chiamato Antonio Gaspari, allievo e collaboratore del Longhena, che ha qualcosa di nuovo da dire all’ambiente veneziano, e che adotta una pianta anomala rispetto ai canoni tradizionali.

Il salone principale chiamato sala degli specchi si stempera in un bel giardino segreto sul quale si affaccia la biblioteca progettata dal Temanza a metà Settecento. Il racconto della vita nel palazzo scorrerà fluida dalle parole di un armeno che all’interno del palazzo ha passato la sua vita.